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La vitamina K è una sostanza di cui si sente ben poco parlare. Nonostante ciò, risulta estremamente utile per il funzionamento del nostro organismo.

Nota anche con il nome di naftochinone, essa rientra nella categoria delle vitamine liposolubili. Con questo particolare termine viene definita una tipologia di sostanze che vengono accumulate all’interno del fegato.

Di fatto, nonostante sia poco nota ai più, la vitamina K è essenziale per il reale funzionamento del corpo umano. Il fabbisogno giornaliero di questo elemento varia a seconda dell’età e del sesso. Di fatto, per un bambino possono bastare 10 microgrammi giornalieri, mentre un adulto la dose necessaria è di 80 microgrammi (per l’uomo) e 65 grammi (per la donna).

Proprio quando si tratta di bambini, questa assume un livello di importanza ancora maggiore in quanto aiuta il fisico in fase di formazione per quanto concerne lo sviluppo del sistema scheletrico. Di seguito approfondiremo questa tematica, andando ad analizzare a cosa serve questa sostanza, gli alimenti che la contengono e come individuare eventuali carenze.

Cos’è e a cosa serve la vitamina K

A livello puramente pratico, a cosa serve la vitamina K? Va chiarito innanzitutto che, tale sostanza, si suddivide in vitamina K1, K2 e K3. Nello specifico:

  • La vitamina K1 serve a regolare la coagulazione del sangue, oltre a favorire l’assorbimento del calcio da parte delle ossa. Essa è contenuta in una serie di alimenti (che vedremo in seguito);
  • la vitamina K2, invece, viene prodotta internamente all’intestino o può essere introdotta “artificialmente” nel proprio organismo attraverso prodotti farmaceutici specifici. Il suo effetto è diretto al sistema osseo e va a rafforzare notevolmente il sistema scheletrico;
  • Infine, la vitamina K3, è presente solamente a livello artificiale, attraverso alcuni farmaci specifici.

In virtù di quanto detto, è possibile affermare che la vitamina K è particolarmente utile per rinforzare le ossa. Questa sostanza infatti, se abbinata a un apporto sufficiente di calcio, permette una migliore fissazione dello stesso. Il risultato di fatto, è un rafforzamento piuttosto evidente di ossa e denti.

Sotto questo punto di vista, vi è il vantaggio che vede diverse sostanze abbinare già naturalmente la vitamina K e il calcio. I latticini, in questo senso, rappresentano un esempio piuttosto lampante.

La conseguenza di tutto ciò è che, se la vitamina K è utile a tutti, lo è ancora di più per soggetti che soffrono di problematiche quali osteoporosi. In tal senso infatti, la sostanza va a contrastare, o perlomeno rallentare, il deterioramento osseo.

Come già detto, la vitamina K1 ha poi delle proprietà che favoriscono la coagulazione del sangue. Chi ha problemi a livello di piastrine dunque, può avere degli ottimi vantaggi nell’assunzione regolare di tale vitamina.

Come capire se si patisce di carenza di vitamina K

I segnali collegati alla carenza di questa sostanza sono spesso meno visibili rispetto a quanto avviene con altri elementi. A livello pratico, la tendenza a sanguinare più del normale (e per più tempo) risulta essere un segnale chiaro ma, per fortuna, difficile da individuare nella maggior parte dei casi.

Carenze estreme della vitamina K possono portare a vere e proprie emorragie difficili da arrestare e dunque particolarmente pericolose.

Alimenti che contengono la vitamina K

Quali sono dunque gli alimenti da integrare nella propria dieta per avere un giusto apporto di questa vitamina? In realtà sono numerosi i prodotti che, in maniera più o meno consistente, contengono tale sostanza. Nello specifico possiamo citare:

  • Verdure a foglia verde (lattuga, spinaci, broccoli, cavoli,verze)
  • Latticini
  • Uova
  • Fegato
  • Olive
  • Cereali
  • Carne
  • Ceci
  • Piselli
  • Soia

Esistono poi numerosi farmaci che, in maniera più o meno evidente, contengono tale sostanza in varie quantità.

Sovradosaggio

Anche se si tratta di casi particolarmente rari, può anche verificarsi un apporto eccessivo della vitamina K. Questa evenienza, si verifica nella maggior parte dei casi in soggetti che assumono particolari farmaci, soprattutto anticoagulanti.

L’effetto di un apporto eccessivo si manifesta con problemi alla pelle, eccessiva sudorazione e vampate. In casi limite, si possono verificare anche trombosi o anemie piuttosto accentuate.

In conclusione

La vitamina K è una sostanza essenziale per preservare le ossa e favorire il coagulamento del sangue. Ciò la rende estremamente preziosa per chi soffre di osteoporosi o per i fisici di bambini e ragazzini in fase di sviluppo. Proprio per questo motivo, tale vitamina è presente in numerosi integratori o comunque in medicine specifiche.

Va comunque detto che la sua presenza in svariati alimenti di consumo comune, fa sì che eventuali carenze si verifichino raramente (perlomeno in soggetti sani).

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