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Si parla spesso della relazione che può avere una respirazione errata sulla salute del nostro corpo, questo è un tema che risulta essere di rilievo anche per l’ortodontista: il dentista specializzato nel seguire e correggere lo sviluppo delle arcate dentarie in modo da garantire un’estetica ed una funzione ottimali al paziente.

Il cranio del bambino appena nato è circa il 40% di quello di un adulto e raggiunge il 65% circa a 3 anni di età. Questa crescita è determinata da fattori genetici ma è influenzata anche da fattori ambientali e funzionali, uno di questi è la respirazione.

In particolare fenomi repiratori che sono stati indagati a fondo negli ultimi anni sono le famose OSAS: un disturbo respiratorio caratterizzato da episodi prolungati di parziale ostruzione e/o ostruzione completa delle alte vie aeree che disturbano la ventilazione notturna e l’architettura del sonno. Le alte vie aeree sono un complesso anatomo-funzionale che comprende naso, faringe, laringe e trachea.

La performance respiratoria è garantita dall’interazione di aspetti neuromuscolari, anatomostrutturali e neurologici.
Gli aspetti neuromuscolari sono legati al mantenimento del tono muscolare di trenta coppie di muscoli sostenuti dal Sistema Nervoso Autonomo: durante il sonno tutti i muscoli repiratori ad eccezione del diaframma diventano ipotonici e tendono a collassare durante il sonno, soprattutto durante la fase REM.

Tra gli aspetti anatomostrutturali che possono influire sulla performance respiratoria ricordiamo tutti quelli che creano una barriera fisica al passaggio dell’aria nelle vie repiratorie: tutti questi costituiscono un fattore di rischio per le OSAS.

L’ipertrofia adenotonsillare è il più comune tra questi ma sono da ricordare anche macroglossia, eccesso di grasso, flessione del collo, presenza di polipi nasali, masse faringee e posizione prona. Altri aspetti del distretto craniofacciale sono importati: a parità di ipertrofia adenotonsillare, questa avrà maggior impatto sulla respirazione se il piccolo paziente presenta anche micrognazia, retrogazia (una mandibola piccola e retroposta), palato ogivale e contratto: sono queste le situazioni in cui l’intervento dell’ortoodontista può essere utile.
Da ricordare per una corretta performance respiratoria sono gli aspetti: non basta un‘alterazione strutturale come il palato stretto o l’ipertrofia adenotonsillare per causare fenomeni di OSAS ma deve concorrere anche una diminuzione del tono muscolare, questo spiegherebbe perché i fenomeni di OSAS non avvengono di giorno quando il bambino è vigile bensì la maggior parte avviene durante la fase REM quando è presente ipotonia muscolare. Nel paziente affetto da OSAS sembrano esserci qualche problema a livello del sistema nervoso centrale per cui in presenza di ostruzione repiratoria il ripristino del tono muscolare delle vie aeree è ritardato e presuppone l’intervento di zone cerebrali corticali causando un alleggerimento del sonno, microrisvegli ed un riposo non più ristoratore.

I fenomeni di OSAS sono numericamente importanti?

Si calcola che dall’1 al 4% dei bambini soffra di OSAS, con una maggiore incidenza tra i 2 ed i 6 anni di età, proprio in quel periodo in cui si ha una grande crescita del distretto craniofacciale, che potrebbe appunto risentire di questi problemi respiratori durante il suo sviluppo. Nei bambini c’è uguale incidenza tra maschi e femmine.

Quali sono i sintomi collegati a fenomeni di OSAS?

Sono molteplici:

  • Russamento
  • Interruzione del respiro
  • Fame d’aria
  • Episodi di Bruxismo (digrignamento dei denti)
  • Enuresi notturna
  • Sonno disturbato e risvegli durante la notte
  • Mal di testa mattutino
  • Risveglio con bocca secca e mal di gola
  • Sonnolenza diurna
  • Irritabilità
  • Mancanza di concentrazione
  • Problemi cardiovascolari

In particolare nei bambini ricordiamo:

  • scarso rendimento scolastico
  • Iperattività
  • Comportamenti inusuali
  • Dormire a bocca aperta
  • Sudorazione notturna
  • Deficit di accrescimento

Nei bambini il russamento deve essere presente almeno da 2 mesi, in assenza di flogosi acute e non deve essere episodico, altrimenti facilmente può essee legato ad un raffreddore. Tutti i pazienti che presentano OSAS russano ma non tutti i pazienti che russano presentano OSAS.

Cosa può fare l’ortodontista?

L’ortodontista ricopre un ruolo importante nel rilevare questi tipi di sintomi perché vede i pazienti molto spesso, almeno 2-3 volte l’anno per i normali controlli di igiene, carie e permuta dentaria. L’ortodotista in particolare può richiedere alcuni esami radiologici per valutare la crescita dei pazienti, in queste radiografie si possono apprezzare le dimensioni delle adenoidi e talvolta l’ipertrofia. L’ortodontista è interessato allo sviluppo delle componenti anatomostrutturali della bocca e attraverso il loro esame può decidere se intervenire per correggerle.

Situazioni che possono mettere in allarme l’ortodontista sono la posizione arretrata della mandibola, una forma del viso stretta ed alliungata, la presenza di un cross bite, un overjet aumentato (spazio pronunciato tra i denti superiori ed inferiori), incompetenza labiale, piano mandibolare inclinato, presenza di occhiaie pronunciate. In caso di palato stretto, affollamento anteriore e presenza di cross bite l’ortodontista può decidere di risolvere il problema procedendo ad effettuare l’espansione del palato: il palato è infatti direttamente collegato alle cavità nasali, l’espansione del palato mira a ridurre le resistenze delle vie aeree nasali. Questa procedura non è consigliata invece a pazienti che abbiano problemi respiratori in assenza di problemtaiche ortodontiche per risolvere unbicamente problematiche di OSAS.

L’espansione del palato porta ad una riduzione degli episodidi OSAS ma raramente risolve da sola tutte le problematiche respiratorie del bambino proprio perché le OSAS hanno eziologia mulrifattoriale.
Un’altra situazione anatomo-strutturale in cui può essere utile l’intervento dell’ortodontista sono quei casi con la mandibola arretrata: un avanzamento della mandibola può aumentare il volume faringeo e questo effetto viene mantenuto fino a fine crescita, diminuendo quindi il rischio di OSAS nei pazienti in crescita.

Multidisciplinarietà:

E’ questa la parola chiave per il trattamento di piccoli pazienti affetti da problemi repiratori come descritto dal Ministero della Salute (2016): Il pediatra ha il ruolo di coordinatore e può inviare il paziente a figure di riferimento ognuna per le sue competenze, in particolare nel percorso riabilitativo di questi piccoli pazienti possono intervenire l’otorinolaringoiatra per le diagnosi di OSAS e valiutazioni del caso , l’ortodontista per la valutioni anatomo strutturali e miofunzionali.
È attraverso la collaborazione di diversi specialisti che riusciamo oggi ad ottenere i migliori risultati in termini di recupero funzionale. Sappiamo che una buona funzione genera da se un’ottima estetica in quanto tutte le componenti del nostro sistema inizieranno a funzionare nuovamente correttamente, influenzandosi in maniera positiva l’un l’altra.

Articolo redatto dal dottor Matteo Di Gioia

Per maggiori informazioni e una consulenza https://www.dentistamoncalieri.it/

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