• 452
  • 0

Prerogativa tipica, anche se non esclusiva, dei Paesi occidentali, dove circa 1/3 degli abitanti è in sovrappeso, l’obesità anche nel nostro Paese registra dati davvero allarmanti, avendo ormai raggiunto la soglia del 10%, mentre le persone in sovrappeso superano il 34%.
L’elemento più preoccupante riguarda la diffusione del problema tra i bambini di cui l’Italia detiene, insieme alla Grecia e alla Spagna, il triste primato: da noi è oltre il 34% a versare in condizioni di sovrappeso o obesità.

E quando si parla di obesità non ci si riferisce ad una semplice questione estetica, ma ad una vera e propria patologia che aumenta il rischio di molte malattie gravi riducendo aspettativa e qualità di vita.

Le cause dell’obesità

L’eziologia della malattia può essere GENETICA o ACQUISITA: i primi fattori incidono per circa il 25%, fattori culturali trasmissibili per il 30% (l’altro 45% è dato da fattori non trasmissibili che si acquisiscono nel corso della vita).

Tra i fattori genetici figura in primis la razza: un 50% in più di manifestazioni si registra tra le donne nere rispetto alle bianche, e pare che ad essere chiamato in causa sia un gene responsabile della sintesi di un ormone proteico (la leptina) che agisce a livello ipotalamico determinando il senso della sazietà. Un difetto di produzione di questa proteina, oppure la carenza di recettori a livello cerebrale, spinge l’individuo alla ricerca di cibo e, riducendo il metabolismo corporeo, favorisce lo sviluppo dell’obesità.

Tra i fattori culturali predisponenti ci sarebbero invece condizioni socio-economiche svantaggiate e bassi livelli di istruzione.

Tra i fattori ambientali, infine, figurano le abitudini alimentari e motorie: sedentarietà, cattive abitudini alimentari (alimenti troppo grassi e indice glicemico troppo elevato), fame nervosa (aspetto psicologico).

L’obesità e il grasso viscerale

L’eccesso di grasso che caratterizza l’obesità può collocarsi a livello addominale (e si parla allora di “obesità centrale”, “obesità addominale” o “obesità androide”, tipica nel sesso maschile e collegata agli androgeni) oppure nel quadrante inferiore del corpo -basso ventre, glutei e zone femorali- (come tipica accade nella forma ginoide o femminile, e legata agli estrogeni).

Tra i due tipi, quella addominale risulta più pericolosa, perché predisponente rispetto a:

  • malattie cardiovascolari
  • diabete di tipo II
  • ipertensione
  • steatosi epatica
  • aterosclerosi.

È necessario dunque tenere sotto controllo il livello di grasso addominale: basta misurare la circonferenza della vita, che non deve superare i 102 cm di circonferenza a livello ombelicale nell’uomo e gli 88 nella donna.

Altro modo per scongiurare i pericoli del sovrappeso e dell’obesità è la formula bmi (Body Mass Index, o anche Indice di Massa Corporea IMC), che mette in relazione con una semplice formula matematica l’altezza con il peso: si dividono i chili col quadrato della propria altezza.

L’indice bmi che ne risulta stabilisce come il soggetto sia normale, sottopeso, sovrappeso, mediamente obeso, gravemente obeso

BMI

CONDIZIONE

< 16.5

GRAVE MAGREZZA

16-18,49

SOTTOPESO

18.5-24,99   

NORMOPESO

25-29,99

SOVRAPPESO

30-34,99

OBESITÀ CLASSE I (lieve)

35-39,99

OBESITÀ CLASSE II (media)

> 40

OBESITÀCLASSE III (grave)

Gli indici bmi ideali si aggirano intorno a 22.5 kg/m2 nell’uomo e a 21 kg/m2 nella donna.

Come accennato inizialmente, l’odierno bmi dei bambini è rischiosamente alto, tanto da rendere l’obesità infantile un problema di notevole rilevanza sociale, che in Italia colpisce un bambino su quattro.

Il Ministero della Sanità Italiano definisce obeso un bambino il cui peso supera del 20% quello ideale, e in sovrappeso se lo supera del 10-20%; in alternativa, lo definisce tale quando il suo BMI è maggiore del previsto: la crescita è nella norma se si pone intorno al 50° percentile, mentre più si supera il valore medio più aumenta il rischio di obesità (dal 85° al 95° percentile è in sovrappeso, dal 95° percentile è obeso).

Dieta per obesi

Non vi daremo nessun esempio di dieta contro l’obesità, perché questo genere di regime alimentare DEVE essere prescritto esclusivamente da professionisti (medico, nutrizionista o dietista), ma solo delle indicazioni di massima, di principio.

Principio riassumibile in:

  • Ipocaloricità, ma con energia totale NON inferiore al 70% delle necessità metaboliche
  • Equilibrio nutrizionale, con tutte le variabili del caso e la possibilità di mantenere al limite inferiore del range consentito i carboidrati e i lipidi
  • Soddisfacimento delle razioni raccomandate di acidi grassi essenziali e amminoacidi essenziali
  • Soddisfazione delle razioni raccomandate di vitamine, sali minerali e fibra alimentare
  • Mantenimento dell’idratazione.

In sostanza, la dieta per l’obesità deve risultare EDUCATIVA, cioè deve insegnare al soggetto come mangiare per conservare la forma fisica, e non può assolutamente essere estrema, low-carb o chetogenica.

Add Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *