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Il problema dell’allineamento dei denti è noto fin dall’antichità, tanto che i primi tentativi di terapia risalgono al 1000 a.C. Alcuni esempi di apparecchiature ortodontiche primitive, ma sorprendentemente ben disegnate, sono state riportate alla luce già in ritrovamenti archeologici greci ed etruschi.
L’odontoiatria in genere e quindi anche l’Ortodonzia, quella branca che si occupa di risolvere le malposizioni dentarie spostando i denti, conobbe un grande sviluppo tra 1700 e 1800: in questo periodo videro la luce numerose nuove apparecchiature per la “regolazione dei denti” che venivano usate sporadicamente dai dentisti dell’epoca. In quel periodo l’unico obiettivo ortodontico rimaneva      l’allineamento dentale e la correzione delle proporzioni facciali, pertanto era riservata poca attenzione all’occlusione, cioè a come dovessero combaciare denti superiori ed inferiori. A causa della scarsa prevenzione e della bassa qualità delle cure, era molto raro imbattersi in una bocca che preservasse tutti gli elementi dentari, per cui da parte dei dentisti dell’epoca vi era una scarsa considerazione dei dettagli nei rapporti tra denti superiori ed inferiori. Dobbiamo quindi aspettare quasi un secolo quando, nel 1890, si andò a definire la prima e chiara definizione di occlusione normale in dentatura naturale: iniziamo quindi a distinguere tra occlusione corretta e malocclusione. Nel 1930 vennero reintrodotte in ortodonzia anche le estrazioni dentarie, utili in casi selezionati, per ottenere dei rapporti stabili tra arcata superiore ed inferiore e per migliorare l’estetica del viso. Un’altra rivoluzione in campo ortodontico è la diffusione della cefalometria avvenuta dopo la Seconda Guerra Mondiale, cioè lo studio delle proporzioni scheletriche di un individuo tramite le misurazioni effettuate sulle lastre del cranio. L’impiego dell’esame cefalometrico ha sottolineato come sia possibile influenzare la crescita delle basi ossee, in particolare dell’osso mascellare e della mandibola, in modo da correggere le discrepanze che si possono registrare in particolare in pazienti in crescita: si diffondono così le apparecchiature funzionali e le apparecchiature ortopediche a trazione extraorale.

Agli inizi del XXI secolo l’ortodonzia subisce delle modifiche rispetto ai decenni precedenti grazie allo sviluppo delle conoscenze della biologia e della fisiologia dell’apparato stomatognatico, di nuove tecniche, di materiali innovativi e dei nuovi rapporti tra i professionisti, ora molto più interconnessi tra loro:

  • si dà sempre più importanza all’estetica facciale e dentale, si dà moltissima importanza ai dettagli dell’estetica del sorriso che deve essere incorniciato in un viso armonico, esiste oggi la possibilità di correggere severe sproporzioni facciali grazie all’introduzione della chirurgia ortognatica.
  • i pazienti sono sempre più coinvolti nel piano di trattamento grazie anche alle immagini computerizzate che spiegano in maniera efficace le varie opzioni terapeutiche.
  • oggi l’ortodonzia è sempre più rivolta a pazienti adulti come parte integrante di un trattamento multidisciplinare atto a ricreare estetica, salute e le migliori condizioni possibili per il mantenimento a lungo termine della dentatura: il paziente oggi è al centro di un team composto da professionisti con competenze differenti che integrate e coordinate tra loro sono in grado di garantire il miglior risultato al paziente.

Cos’è l’Ortodonzia?

L’ortodonzia viene definita dall’ADA (American Dental Association) come il settore dell’odontoiatria volto alla supervisione, al controllo e alla correzione delle strutture dentofacciali in fase di crescita e di maturità attraverso la correzione dei rapporti tra denti superiori ed inferiori e la correzione dei rapporti tra posizione dei denti e ossa con l’applicazione di forze e/o la stimolazione e ridirezionamento di forze funzionali nell’ambito del complesso craniofacciale.

Chi può eseguire un trattamento ortodontico?

Possono esercitare l’ortodonzia gli abilitati all’esercizio dell’odontoiatria, quindi tutti i laureati in odontoiatria o i medici chirurghi inseriti nell’Albo degli Odontoiatri. Esiste poi, il titolo di Specialista in Ortodonzia: tutti gli specialisti in Ortodonzia sono dentisti, ma non tutti i dentisti sono Specialisti in Ortodonzia. Dopo aver completato gli studi in odontoiatria il dentista può decidere di iscriversi ad una Scuola di specializzazione in ortodonzia e dopo un ciclo ulteriore di 3 anni di studio riceverà il titolo di Specialista in Ortodonzia. Come regola generale è importante che il trattamento ortodontico venga eseguito da professionisti competenti poiché modifica la posizione dei denti, dei mascellari e incide sul profilo del viso.

La Malocclusione

Le regole per definire un’occlusione sono molto rigide tanto da indurre a parlare più di occlusione ideale piuttosto che di occlusione normale, dove per occlusione si intende il modo in cui denti superiori ed inferiori si chiudono tra loro. Poco più della metà dei bambini compresi tra 8 e 11 anni presenta degli incisivi ben allineati, la parte restante presenta invece vari gradi di disallineamento e affollamento. Questi bambini andrebbero fatti controllare in uno studio dentistico quanto prima poichè la percentuale di individui che presenta un allineamento dentale ottimale decresce ulteriormente nella fascia di età compresa tra 12 e 17 anni, periodo in cui escono gli ultimi denti permanenti; poi rimane pressochè stabile nell’arcata superiore, mentre peggiora in quella inferiore: nella categoria degli adulti solamente il 34% di questi ultimi presenta incisivi inferiori ben allineati. Sebbene la malocclusione si manifesti nella maggior parte della popolazione, non significa che questa sia una situazione normale.

Quello che sappiamo è che l’incidenza della malocclusione, ai giorni nostri, è molto superiore a quella di 1000 anni fa: nel corso dell’evoluzione si è assistito ad un progressivo aumento delle dimensioni dei denti, legato probabilmente ad una dieta sempre più ricca ed energetica, ma ad una diminuzione delle dimensioni delle basi ossee atte a contenerli. La discrepanza che si registra tra denti e sviluppo dei mascellari è da ascriversi secondo diverse teorie alla mancanza di stimoli formativi che agiscono a livello della cavità orale come può essere l’utilizzo di cibi sempre più soffici che non richiedono grandi sforzi per essere masticati. Questo improvviso aumento del numero dei pazienti con disallineamento sembra legato al passaggio dalla società primitiva prevalentemente agricola a quella moderna urbana.

Lo Studio del Caso

Il problema dello sviluppo della malocclusione è molto complesso in quanto ha probabilmente un origine multifattoriale andando a interessare gli aspetti funzionali (deglutizione, respirazione, masticazione, stress management…), genetici (predisposizione individuale, familiarità…) e comportamentali (succhiamento del pollice, succhiamento del ciuccio, dieta…) ed è per questo che occorre uno studio del caso approfondito prima di iniziare qualsiasi terapia. Lo studio del caso solitamente richiede delle foto del viso del paziente per valutare le proporzioni del volto in visione frontale e del profilo, delle foto dei denti, delle impronte dell’arcata superiore ed inferiore per sviluppare i modelli in gesso della bocca del paziente e delle radiografie su cui effettuare le misurazioni cefalometriche. A seconda del caso potrebbero essere richieste valutazioni aggiuntive come la TAC, la Risonanza Magnetica… Collezionati quindi tutti i dati necessari per avere un quadro completo della situazione del paziente, si potrà intraprendere un corretto piano di trattamento in accordo alle aspettative del singolo soggetto in esame

Quando fare una visita dall’ortodontista?

Sarebbe opportuno portare i bambini a fare una prima visita dai 4 ai 6 anni quando il piccolo paziente ha ancora tutti i denti da latte presenti in bocca. Recarsi precocemente ad una visita ha il vantaggio di poter intercettare tutte quelle disarmonie occlusali/scheletriche che se non corrette in fase di crescita difficilmente potranno essere risolte più tardi. In questo incontro potrà essere controllato lo stato dei denti e l’appropriatezza delle manovre di igiene orale e delle abitudini comportamentali e alimentari. Inoltre effettuare un controllo in età precoce permette al bambino di familiarizzare con l’ambiente delle studio dentistico e di associare il primo incontro con il dentista ad una situazione piacevole di gioco e non ad una di urgenza e quindi di dolore, permettendogli cosi di affrontare con più serenità le visite future con un indubbio vantaggio psicologico. Inoltre se intercettate precocemente, molti tipi di malocclusioni, possono essere corrette in modo più semplice ma soprattutto meno invasivo. Mentre il bambino è in crescita si possono utilizzare degli apparecchi rimovibili, che possono essere tolti e messi dal bambino stesso, questo tipo di apparecchiature serve per guidare la crescita delle basi ossee. Altre soluzioni sono l’utilizzo di trazioni extraorali, dette comunemente il “baffo” o la “cuffia”, in grado anche loro di agire a livello osseo. Tipicamente dopo una prima fase intercettiva, nella quale si cerca di risolvere la problematica scheletrica andando ad influire sulla tipologia di crescita del paziente, si va a rifinire l’occlusione con delle apparecchiature fisse con degli attacchi incollati sul singolo dente o altresì con degli allineatori invisibili che ci permettono di gestire in maniera precisa la posizione del singolo elemento dentario. Alla fine del trattamento con apparecchiatura fissa, tipicamente viene applicato un apparecchio di contenzione che può essere rappresentato da un filo incollato sulla parte posteriore dei denti, in modo da risultare invisibile, o delle mascherine di contenzione da portare di notte che ci permettono di mantenere stabili i risultati raggiunti.
Oggi persone di qualsiasi età possono migliorare l’aspetto del proprio sorriso. Numerosi studi pubblicati negli ultimi anni hanno confermato che un buon allineamento dentale e un sorriso piacevole creano reazioni positive nelle relazioni sociali di ogni livello, non si tratta quindi solamente di un problema cosmetico, ma coinvolge oltre a fattori funzionali e altri di natura traumatica, soprattutto la sfera psicosociale dell’individuo, influenzandone in maniera più o meno conscia la vita di tutti i giorni. Studi recenti hanno dimostrato che pazienti con buon allineamento dentale riescono a trovare lavoro più facilmente. Ciò pone il concetto di malocclusione in un ambito più ampio e importante che include la sfera affettiva, lavorativa, sociale e relazionale in genere.
È quindi evidente come ai giorni nostri sia importante riconoscere in maniera tempestiva lo sviluppo di una malocclusione e correggerla il prima possibile. Anche nel caso di pazienti adulti grazie alle nuove metodiche sviluppate si può fare molto per venire incontro alle esigenze del paziente e offrirgli così la possibilità di migliorare la propria qualità di vita: il primo passo da fare è semplicemente quello di recarsi dal proprio ortodontista di fiducia.

Dott. Di Gioia Matteo

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