Quest’oggi vogliamo parlavi della malattia di Lyme, detta anche borreliosi, è una patologia molto diffusa a livello globale. Eppure, nonostante venga considerata piuttosto comune, la malattia di Lyme, con circa 15 mila casi all’anno, è ancora sconosciuta a molti. I suoi sintomi, infatti, non sono immediatamente riconoscibili.

    In questo articolo, vedremo cos’è, come si sviluppa e come si può curare questa malattia.

    Cos’è la malattia di Lyme?

    La malattia di Lyme è una un’infezione trasmessa all’uomo dalle zecche, infettate a loro volta dal batterio della spirocheta Borrelia burgdorfer.
    La malattia prende il nome dalla cittadina statunitense di Lyme, nel Connecticut. Ed è proprio qui, che nel 1975, si registrarono i primi casi.
    La puntura della zecca causava, soprattutto nei bambini, artiti ed eritemi cutanei su varie zone del corpo, le quali, si ingrandivano pian piano, fino a raggiungere anche diversi centimetri. Coloro che avevano contratto la malattia di Lyme lamentavano, inoltre, mal di testa e diversi dolori articolati. Non solo, la malattia colpisce prevalentemente la cute, ma spesso vengono intaccati anche gli organi interni e il sistema nervoso.
    La malattia di Lyme si è diffusa poi in tutto il mondo, in particolare in Giappone, Australia, Europa e Canada.
    Per ciò che riguarda l’Italia, dobbiamo attendere il 1983 per registrare il primo caso a Genova, mentre, è nel 1987 nella città di Trieste che il germe è stato isolato per la prima volta.
    Arrivando ai giorni nostri, le regioni italiane maggiormente interessate sono soprattutto quelle del nord come il Veneto, la Liguria, Friuli Venezia Giulia, l’Emilia Romagna e il Trentino Alto Adige, mentre, nel resto della penisola, le segnalazioni sono davvero sporadiche.

    L’origine della malattia di Lyme?

    Responsabile della malattia di Lyme è un particolare tipo di batterio patogeno detto “Borrelia burgdorferi”, così chiamato in omaggio del suo scopritore, Willy Burgdorfer. Il batterio infesta le zecche, le quali, con il loro morso, infettano poi l’uomo.
    Va sottolineato che questo tipo di malattia, non avviene in maniera diretta, ma attraverso un vettore che in questo caso è costituito dalla zecca. Le zecche, infatti, mordendo un animale infetto portatore del batterio, contraggono il virus che poi trasmettono all’uomo.
    Si tratta di un particolare genere di zecca, appartenente alla famiglia IXODES, in grado di iniettare tossine tali da poter compromettere gravemente la salute dell’essere umano.
    Come avviene il Contagio?
    Come è stato già fatto presente, il contagio nell’uomo non avviene in modo diretto. L’iter si svolge nel seguente modo:

    1. Le zecche succhiano il sangue degli animali infetti;
    2. Le zecche contraggono il batterio;
    3. La zecca, morde l’uomo, trasferendo così il batterio nel suo organismo.

    L’infezione può essere trasmessa non solo all’uomo, ma anche ad altri animali.

    Gli animali portatori del batterio sono in prevalenza mammiferi come per esempio cervi e ricci, ma anche uccelli e roditori. Questi animali costituiscono il perfetto habitat per il proliferare del batterio.
    Dunque, rischiano di contrarre il virus soprattutto i soggetti che entrano in contatto con la fauna selvatica come veterinari, guardie forestali, guardie venatorie, escursionisti ed allevatori.
    La zecca per poter trasmettere la malattia di Lyme all’uomo, deve restare attaccata alla cute, per più di 24 ore. In questo lasso di tempo, la zecca infonde ripetuti morsi all’essere umano, favorendo la trasmissione del batterio Borrelia tramite feci, saliva e rigurgito.
    È da chiarire che purtroppo l’infezione non rende immuni il soggetto colpito da Borrelia burgdorferi, al contrario, la Malattia di Lyme può essere contratta più volte.

    Come riconoscere il morso di una zecca?

    Benchè questa patologia sia molto diffusa, non tutti sono in grado di riconoscere il morso di una zecca. Proviamo a farlo insieme.

    Iniziamo col dire che il morso di una zecca è del tutto indolore. Tuttavia, è possibile notare la zecca attaccata alla pelle, soprattutto dopo che quest’ultimo ha succhiato il sangue. Questo perché la parte interessata tenderà a gonfiarsi.

    Dopo essere stati morsi, il periodo di incubazione della malattia di Lyme varia da una alle due settimane, oppure, dai 4 ai 25 giorni.

    Come riconoscere i sintomi

    La malattia di Lyme attraversa diversi stadi. Nella fase precoce localizzata la malattia si manifesta con un semplice eritema, identificabile con una macchia rossa che può raggiungere anche i 5 centimetri. Man mano che la macchia si allarga è possibile notare un’area centrale più chiara.
    Molti pazienti non si accorgono nemmeno di essere stati morsi dalle zecche, così iniziano ad avvertire direttamente i sintomi della fase due.
    L’eritema non è l’unico sintomo che un soggetto affetto dalla malattia di Lyme può sviluppare. Al contrario, si possono lamentare sintomi di diversa natura. Dai sintomi più lievi a sintomi più preoccupanti.
    L’eritema può essere, dunque, accompagnato da febbre, rigidità al collo, dolori muscolari, stanchezza fisica e mal di testa cronico.
    Nei casi più gravi, la malattia può dare origine anche a dolori cardiaci, dolori articolari e disturbi neurologici.
    Ma non è finita qui. Il paziente malato, può lamentare anche fiato corto, giramenti di testa ed infiammazioni agli occhi.
    È dunque importante riconoscere tali sintomi per intervenire tempestivamente. Trascurare tale patologia può provocare danni tali da danneggiare anche il sistema nervoso.
    Altri sintomi meno frequenti possone essere:

    • difficoltà concentrazione;
    • sbalzi d’umore;
    • perdita di memoria;
    • irritabilità;

    Un paziente infettato può manifestare in alcuni casi, disturbi più lievi, mentre, in altri sintomi più gravi. Per questi motivi, la diagnosi non risulta sempre semplice ed immediata.

    Cosa fare se si viene punti da una Zecca?

    Non appena ci si accorge del morso, consultare immediatamente il medico di base, il quale procederà con la rimozione dell’insetto.
    Staccare in tempo la zecca prima che inietti nell’organismo la sua saliva infetta, è di fondamentale importanza.
    Per rimuoverla evitate il fai da te. Questo perché dalla zecca potrebbero fuoriuscire sostanze potenzialmente pericolose.
    Una volta rimossa il vostro medico stabilirà una diagnosi e disinfetterà l’area morsa con prodotti specifici.
    Considerata però, la grande quantità di segni e sintomi che derivano dalla malattia di Lyme, la diagnosi potrebbe non essere delle più semplici.
    Tuttavia se la diagnosi avviene in tempi brevi, il batterio può essere eliminato, sottoponendosi ad una cura antibiotica specifica.
    In genere, nello stadio meno grave il soggetto può assume l’Amoxicillina da una a tre settimane; se il paziente si rivela allergico al farmaco, l’infezione può essere trattata con penicillina od eritromicina.
    Se la diagnosi è stata, invece, effettuata nello stadio avanzato della malattia di Lyme, il medico prescrive oltre ad una terapia antibiotica anche corticosteroidi.

    Va puntualizzato che in presenza sia di rush cutaneo e sia di dolori articolari, gli antibiotici possono curare la malattia, ma i dolori possono persistere anche per lunghi periodi.

    Prevenzione

    Non esiste ancora un vaccino in grado di evitare di contrarre la malattia di Lyme.

    Se si ha intenzione di entrare in contatto con luoghi in cui proliferano le zecche, ad oggi, la prevenzione che si rivela più efficace per evitare le infezioni da zecche sta nel prendere una serie di accortezze.

    Per evitare il morso seguite i seguenti consigli:

    • Indossare abiti di colore chiaro, in questo modo noterete meglio le zecche;
    • Indossate maglie e pantaloni lunghi;
    • Utilizzate calzature meglio se alte e chiuse alle caviglie;
    • Camminate cercando il più possibile di evitare il contatto con la vegetazione;
    • Una volta terminata l’escursione, controllate accuratamente ogni parte del corpo, soprattutto tra i capelli.

    Qualora vi accorgeste di essere stati morsi provate a rimuoverla delicatamente, cercando di non schiacciarla.
    Anche se il fai da te non è consigliabile, portate comunque sempre con voi delle pinzette e del disinfettante. L’intervento tempestivo riduce il rischio di contrarre la malattia di Lyme. Questo perché in caso di avvenuta infezione, il paziente avrà maggiori probabilità di guarigione nel più breve tempo possibile.
    Tuttavia, è sempre consigliato di rivolgersi al proprio medico.