Per gli italiani, il primo caffè della mattina è un’abitudine a cui difficilmente si può rinunciare, perché dà una carica di energia immediata e ci si sente subito pronti per iniziare le fatiche quotidiane, ma è anche un modo per passare qualche minuto con amici e colleghi, durante una pausa, un incontro di lavoro o semplicemente per fare due chiacchere in compagnia.
    È una tradizione talmente radicata, che ormai è un vero punto fermo durante la giornata, tanto che, per generosità lo si offre anche agli sconosciuti o alle persone in difficoltà, ad esempio con la consuetudine del “caffè sospeso”, perché in fondo tutti meritano almeno una tazzina di questa gustosa bevanda.
    Il caffè non è solo molto diffuso in Italia, ma ormai fa parte della cultura mondiale e in ogni area geografica si possono trovare modi unici e originali per prepararlo.

    Il Caffè all’italiana

    Nel nostro Paese, dove esiste una vera e propria cultura del caffè, si possono contare almeno tre modi diversi per prepararlo: con la classica Moka, con la caffettiera napoletana e con la macchina espresso, casalinga o professionale.

    La Moka

    La Moka, uno degli oggetti più diffusi nelle case degli italiani, è stata ideata da Alfonso Bialetti nel 1933 e nel mondo se ne contano ormai 105 milioni di esemplari. Il brevetto dell’azienda Bialetti prevede unicamente la pianta a forma ottagonale, che ne facilita la presa in caso di superfici bagnate. In commercio, ne esistono diverse imitazioni con forme poligonali regolari, ma con un diverso numero di lati o di forma cilindrica. Anche la grandezza può variare e possono essere prodotti da un minimo di una a un massino di diciotto tazzine di caffè.
    Il nome di questo apparecchio deriva dalla città di Mokha in Yemen, dove viene coltivata la pregiata qualità di caffè arabica.
    Preparare la Moka è molto semplice: basta riempire la parte inferiore di acqua fredda, inserire il filtro con il caffè macinato e avvitare la parte superiore, che raccoglie la bevanda una volta pronta da bere. Le uniche accortezze sono di non pressare il caffè macinato nel filtro e riempire la base di acqua solo fino alla valvola di sfiato presente sul lato.
    La fiamma va mantenuta bassa, in modo che il caffè risalendo all’interno della Moka, esprima tutti i suoi profumi e aromi più intensi.
    D’estate, questa bevanda è piacevole anche fredda. Basterà zuccherarla e metterla in frigorifero per gustarla in qualsiasi momento della giornata.

    La Caffettiera Napoletana

    La Caffettiera Napoletana, o Cuccumella, ovvero “piccolo vaso di rame o terracotta”, a differenza della Moka che utilizza la pressione del vapore verso l’alto per spingere l’acqua attraverso il filtro, usa esclusivamente la forza di gravità.
    Venne inventata in Francia all’inizio dell’Ottocento e per molto tempo fu il sistema più diffuso in Italia per la preparazione del caffè, finché non venne brevettata la Moka. Inizialmente venne prodotta in rame, ma ben presto si passò al più economico alluminio e più recentemente all’acciaio, permettendo l’utilizzo anche sulle moderne piastre a induzione.
    Questo tipo di caffettiera è composto da cinque parti che vanno incastrate l’una dentro l’altra: un serbatoio con una piccola maniglia e un piccolo foro di troppo pieno, un contenitore di forma cilindrica attraverso cui passa l’acqua in ebollizione, un filtro dove va inserita la polvere del caffè, un serbatoio che raccoglie la bevanda e un coperchietto con un manico per chiudere il serbatoio del caffè una volta tolto quello dell’acqua.
    Come si è detto in precedenza, la caffettiera napoletana sfrutta la forza di gravità. Infatti, affinché l’acqua attraversi il filtro contenente il caffè, va rovesciata e dopo circa una decina di minuti il caffè è pronto da servire.

    Il Caffè Espresso

    Il Caffè Espresso è la tipologia di caffè più amata dagli italiani, con il suo profumo intenso e la sua dolce cremosità.
    La macchina per l’Espresso sfrutta la pressione dell’acqua calda e il caffè viene macinato sul momento da un macinacaffè di forma elicoidale, che frantuma i chicchi in granuli di grandezza uniforme.
    Il Caffè espresso nacque a Torino verso la fine del XIX secolo, grazie al brevetto di Angelo Moriondo, che inventò questa macchina per soddisfare le richieste della clientela del suo locale in centro a Torino, in tempi più brevi e con una maggiore qualità del prodotto finale. Successivamente la macchina venne migliorata e seguirono numerosi nuovi brevetti, tra cui quello di Achille Gaggia, che introdusse un sistema a pistoni per spingere l’acqua ad alta temperatura attraverso il filtro contenente la polvere di caffè.
    Per un ottimo risultato, è essenziale verificare la temperatura dell’acqua, la pressione della macchina e la grana di macinatura dei chicchi, che devono essere tostati al punto giusto. Inoltre, per non perdere aroma e consistenza, il caffè va bevuto molto caldo, appena fatto e non zuccherato.

    Il Caffè alla Turca

    Il caffè è una bevanda diffusa non solo in Italia, ma anche in Turchia, in Grecia e nella penisola balcanica, ma la procedura di preparazione è totalmente diversa.
    In questo caso si utilizza un tipico bricco in rame stagnato, chiamato cezve o ibrik, e un tipo di caffè mediamente tostato e macinato fresco oppure triturato sul momento con un mortaio.
    Il bricco viene riempito con una quantità d’acqua pari al numero di tazze da preparare e vengono aggiunti due cucchiaini di polvere per ogni tazza.
    Una volta che il composto è stato portato ad ebollizione a fuoco bassissimo, si riempiono le tazze per metà e si riporta il resto ad ebollizione, separando la schiuma dal liquido. Lo zucchero può essere aggiunto durante la fase di preparazione, ma prima di gustarlo in modo lento, è necessario lasciare depositare la polvere sul fondo della tazza, perché altrimenti il caffè risulterebbe troppo denso e pastoso.

    Il Caffè Arabo

    Per preparare il caffè secondo la tradizione araba, vanno utilizzati chicchi di caffè di qualità arabica macinati sul momento, a cui vanno aggiunti semi di cardamomo e pistilli di zafferano, che lo rendono ancora più aromatico.
    La Dallah, utilizzata nei paesi arabi, è una specie di caffettiera alta, provvista di un becco lungo e sottile, nella quale si versa una tazzina d’acqua per ogni ospite, più una tazzina che servirà per il processo di evaporazione.
    Quando l’acqua è giunta ad ebollizione, si toglie dal fuoco e si aggiunge un cucchiaino di polvere a persona, mescolando per amalgamare il composto.
    Si rimette sul fuoco e si ripete l’operazione per tre volte. Infine, si farà depositare la polvere, battendo la Dallah su una superficie e si aspetta che decanti prima di assaporare la bevanda.

    Il Caffè alla francese

    Per la preparazione del caffè in Francia si utilizza il metodo dell’infusione a caldo, utilizzando un contenitore di vetro resistente al calore.
    Dopo aver versato nel contenitore 6-8 gr di polvere di caffè a grana medio grossa a tazza, si aggiunge l’acqua bollente e si mescola con un cucchiaio. Il composto va lasciato in infusione per 5-6 minuti e poi pressato con uno stantuffo a rete che filtra ed estrae il caffè da bere.

    Il Caffè all’americana

    Si tratta di un caffè molto lungo e non sempre viene apprezzato dagli italiani, ma sicuramente è diventato uno dei simboli dei quartieri finanziari e commerciali statunitensi e britannici.
    Per la preparazione di questo caffè si utilizza un filtro di carta dalla trama molto fitta che trattiene la maggior parte degli aromi. Questa bevanda contiene un’elevata quantità di caffeina, per cui è necessario limitarne il consumo.

    Il caffè on line

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