L’ansia da prestazione è una realtà che sperimentiamo molto spesso e che dobbiamo affrontare in vari momenti della vita: che si tratti di esibizioni in pubblico, esami universitari, colloqui di lavoro, relazioni affettive o performance artistiche, si tratta di una reazione che può rendere difficile raggiungere il nostro massimo potenziale, ma che allo stesso tempo può trasformarsi in uno stimolo per dare il meglio di noi stessi.

    Un ostacolo da superare, che ci mette in agitazione e può influire sul nostro stato d’animo e sul nostro benessere, ma anche un’opportunità per crescere e trasformare la nostra energia in spinta concreta verso il raggiungimento dei nostri obiettivi.

    Che cos’è l’ansia da prestazione?

    Prima di tutto, è importante capire che l’ansia da prestazione è una risposta naturale del nostro organismo di fronte a situazioni che percepisce come ostili o troppo sfidanti.

    È il risultato di una combinazione di fattori psicologici e biologici, situazioni e componenti ambientali, che ci portano ad avere paura di non essere all’altezza delle aspettative, ad avere timore del giudizio degli altri e a subire la pressione per il successo.

    Da una parte, il raggiungimento di un determinato obiettivo è assolutamente indispensabile, perché fa parte di un ideale di perfezione che vogliamo raggiungere, ma la preoccupazione di non essere all’altezza e di contemplare la possibilità di un fallimento o di una delusione ci provoca un profondo malessere non solo psicologico, ma anche fisico.

    Inoltre, una smisurata ansia da prestazione può influire sulla nostra relazione con il partner e impedire di vivere serenamente il rapporto di coppia, ma anche portarci a voler continuamente dimostrare di essere accettati, riconosciuti e apprezzati dagli altri, in ambito scolastico, professionale e lavorativo.

    Una situazione che, in caso di insuccesso, può portare alla perdita di autostima e fiducia nelle proprie capacità, fino a dare origine a disturbi più gravi e a patologie come gli attacchi di panico, ossessioni e fobie.

    Perché soffri di ansia da prestazione?

    I disturbi d’ansia da prestazione sono molto comuni e si manifestano soprattutto quando leghiamo la nostra autostima al riconoscimento sociale e all’approvazione delle persone che ci circondano. Tra le cause principali dell’ansia da prestazione sono da citare la ridotta autostima e fiducia nelle proprie capacità, una bassa percezione della propria efficacia, una tendenza all’ipercontrollo e una tensione ansiosa continua e persistente.

    In molte situazioni, si inizia a soffrire di ansia da prestazione dopo un insuccesso, provocato da inesperienza, o uno stress emotivo molto intenso, che porta la persona ad anticipare l’idea del fallimento in occasioni simili.

    Ci si mette quindi nelle condizioni di dare luogo alla cosiddetta profezia dell’autoavverarsi, ovvero si innesca un circolo vizioso che permette il verificarsi di ciò che si temeva di più, accumulando sconfitte e delusioni fino ad arrivare alla negazione e all’evitamento di certe situazioni sociali o ambienti.

    Di conseguenza, si perde la capacità di vivere serenamente le più diverse situazioni della vita, minando profondamente i rapporti, l’autostima e la propria autodeterminazione.

    Quali sono i sintomi più comuni dell’ansia da prestazione?

    Partendo dal presupposto che l’ansia da prestazione non è sempre negativa e che può anzi essere uno stimolo a diventare più performanti, reattivi e creativi per cercare di ottenere il risultato che ci siamo prefissati, un eccessivo stress ansiogeno in situazioni apparentemente normali, può far nascere l’idea che ogni nostra azione sarà fallimentare e comporterà il rifiuto e l’umiliazione di fronte agli altri, compromettendo le nostre capacità e creando uno stato di continua sofferenza.

    Se la discrepanza tra ciò che ci viene richiesto e la nostra capacità di rispondere adeguatamente viene percepita come troppo grande e minacciosa, il nostro livello di ansia da prestazione può arrivare a manifestarsi con alcuni sintomi fisici, in alcuni casi invalidanti, che possono esporci a gravi disturbi d’ansia generalizzata e influire negativamente sul funzionamento globale della nostra persona.

    I sintomi più frequenti dell’ansia da prestazione sono:

    • Malessere fisico e mentale generalizzato
    • Sudorazione eccessiva
    • Tremori e tensioni muscolari
    • Palpitazioni
    • Sensazione di bocca asciutta
    • Voce rauca e strozzata
    • Difficoltà a trovare la concentrazione e a ricordare
    • Nausea, difficoltà a digerire, vomito e patologie gastrointestinali

    In alcuni casi, l’ansia da prestazione è frutto di una predisposizione biologica e di una maggiore sensibilità allo stress, dovuta a fattori nervosi ed endocrini, che possono provocare una risposta sproporzionata dell’organismo, come meccanismi fisici e psicologici di autodifesa, la perdita della forma fisica, l’ansia intensa e gli attacchi di panico.

    Cosa fare per superare l’ansia da prestazione?

    Come in molti altri casi, non esiste una soluzione sempre valida contro l’ansia da prestazione, perché molto dipende dalla situazione che dobbiamo affrontare e dal nostro stato fisico e psicologico, ma sicuramente non vedere la preoccupazione e la tensione verso il risultato come un nemico da combattere, può aiutare a riorientare la nostra prospettiva e a adottare strategie che trasformano questa energia in motivazione positiva.

    Per prima cosa, invece di negare o reprimere le emozioni generate dall’ansia, è importante accettarle e riconoscerle come parte naturale del processo. Questo ci consente di gestirle in modo più costruttivo ed efficace, senza che per forza rappresentino un ostacolo verso il nostro successo.

    Spesso l’ansia da prestazione è il risultato di aspettative irrealistiche e obiettivi irraggiungibili. Impostare obiettivi più pratici e alla nostra portata, ci aiuta a ridurre la pressione psicologica e a concentrarci meglio sulle azioni che possiamo controllare.

    Trasformare l’ansia da prestazione in un’emozione più positiva, come l’eccitazione, può aiutarci a sfruttare quell’energia per affrontare la sfida con maggiore determinazione e fiducia nelle nostre capacità e possibilità fisiche e mentali.

    La visualizzazione positiva della nostra persona ci permette di immaginare in modo vivido e concreto il successo e la realizzazione dei nostri obiettivi. Pertanto, riprodurre nella mente il proprio successo può aiutare a ridurre l’ansia e a potenziare la fiducia in noi stessi, aumentando l’autostima.

    Infine, è molto utile imparare ad utilizzare tecniche di respirazione profonda, rilassamento muscolare e mindfulness per ridurre i sintomi fisici più fastidiosi e favorire uno stato di calma e concentrazione, che porterà ad un più alto livello di autocontrollo e una visione più chiara delle situazioni da affrontare.

    In conclusione, l’ansia da prestazione richiede pratica e pazienza, ma è possibile trasformare questa sfida in un’opportunità di crescita personale. Ciò che è davvero importante è adottare un atteggiamento costruttivo verso se stessi e ricordarsi che siamo tutti in grado di superare le nostre paure, i nostri timori e i nostri limiti per raggiungere il nostro pieno potenziale.

    Con un approccio positivo e le giuste strategie, possiamo trasformare l’ansia da prestazione in una forza motivante che ci spinge verso il successo e il benessere in ogni ambito della nostra vita.

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