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Quando andare dallo psicologo

Lo psicologo è una figura professionale spesso guardata con pregiudizio, nella falsa consapevolezza che non possa essere d’aiuto. In altri casi invece, il rivolgersi a questo specialista è un percorso interiore che può durare diversi mesi o persino anni. È una decisione che viene elaborata poco per volta.
Ciò che in ogni caso non deve mai sfuggire di mano è l’importanza di prendersi cura della nostra salute nel suo complesso, e dunque anche di quella mentale, o meglio, di quella emotiva.

Perché non si va dallo psicologo

Molti sono i motivi che spingono a non andare dallo psicologo. Una reazione frequente è innanzitutto lo sminuire i propri disagi o problemi. Si tratta, in apparenza, di una sorta di difesa interiore (consapevole o meno) che spinge ad ignorare ogni campanello d’allarme, negando la serietà delle sensazioni di malessere. Niente di più sbagliato! Queste convinzioni non portano che a probabili peggioramenti, oltre che ad una maggiore chiusura in sé stessi che di certo non è d’aiuto.

L’avversione nei confronti dello psicologo può inoltre essere dettata da qualcosa di irrazionale, che può risiedere nell’angoscia, conducendo al rifiuto di indagare e aspettando passivamente la risoluzione del disturbo…ammesso che si risolvi! Anche questo comportamento è errato, perché anche in questo caso il rischio è quello di cronicizzare i problemi e di farne progredire l’intensità e la gravità.
Un’importante psicologa a Torino ci ha raccontato che uno dei luoghi comuni più diffusi da sfatare è poi il guardare lo psicologo come uno sconosciuto, a cui non essere tenuti a raccontare fatti personali. Si tratta di un pregiudizio innato o inculcato da stereotipi sociali perversati da ostilità e diffidenza.

I primi step per andare dallo psicologo

Trovare il coraggio di rivolgersi ad uno specialista non sempre è cosa da niente. Richiede una serie di piccoli passi da compiere giorno dopo giorno.
Uno dei primi step dev’essere rappresentato dal rendersi conto che andare da uno psicologo non significa né “essere diversi”, né “essere matti”. Al contrario, prendersi cura della propria salute psicologica è importante anche per il proprio benessere generale. Capire tutto ciò è già fondamentale quando si avverte di avere un disagio che non siamo in grado di risolvere da soli.
Un altro step può essere costituito dal desiderio di superare quegli inspiegabili ostacoli interiori che ci opprimono nella vita di tutti i giorni, arrivando al punto di farci sentire ingabbiati in stati d’animo che non ci appartengono. Un passo significativo è dunque dettato dall’esigenza di tornare alla serenità.

I segnali che necessitano di una terapia psicoterapica

Il passo successivo da compiere è quello di analizzare quelli che possono essere segnali di una patologia, di un disagio o comunque di un problema, che va a compromettere in maniera più o meno significativa la stabilità interiore.
Quando allora andare da uno psicologo? Questo interrogativo ha lo scopo di indagare sulla sintomatologia.
Sintomi precisi possono essere stati emotivi che limitano o comunque incidono negativamente sulla vita personale e/o di relazione. Pensiamo ad ansie di ogni genere, insonnia, depressione e fobie. Tra questi possiamo anche far rientrare qualsiasi alterazione ingiustificata di umore e comportamenti. Sintomi sicuramente che appartengono ad una sfera totalmente irrazionale.
Altri sintomi da non sottovalutare possono essere sensazioni di crisi profonda e percezioni di grande difficoltà nel gestire la propria vita, a seguito di eventi traumatici subìti, perdite sopraggiunte di recente, cambiamenti lavorativi, rapporti di coppia in crisi, per fare degli esempi. Insomma, fatti che vanno ad alterare i nostri equilibri.
Ma non solo. Anche senso di insoddisfazione, dubbi sul proprio benessere, malessere generale indefinito e non riconducibile a cause ben precise, sensazioni di vuoto. In tutto ciò può essere ravvisato uno o più segnali importanti di bisogno di psicoterapia, che possa aiutare ad uscire da un labirinto di instabilità psicologica.

Cosa fa lo psicologo

Una volta essere riusciti a prendere appuntamento da uno psicologo si è solo a metà dell’opera. Il percorso da fare può essere più o meno lungo a seconda di molti fattori, tra cui sicuramente l’entità del problema. Ed il percorso può non essere esente da difficoltà.
Ciò che è fondamentale è il rapporto di fiducia che deve instaurarsi tra psicologo e assistito. Tra i due deve infatti avvenire una collaborazione attiva, volta a diventare sempre più confidenziale.
La figura dello psicologo deve fungere da ascoltatore, interlocutore e soprattutto da sostegno finché il disagio non si attenuerà, fino a scomparire. Lo specialista dovrà contribuire a rinsaldare le energie e le sicurezze del cliente, favorendo il superamento di qualsiasi ostacolo psicologico.
In definitiva, lo psicologo può arrivare a diventare un vero punto di riferimento e un prezioso alleato nelle sfide quotidiane della vita.

Esistono alternative valide allo psicologo?

Rivolgersi ad uno psicologo è spesso visto come ultima spiaggia. Ma davvero ci sono alternative altrettanto valide allo psicologo? Non si può dare una risposta totalmente affermativa o totalmente negativa a questa domanda. In realtà infatti, se pensiamo all’aiuto che può provenire dagli affetti, non va scartato in modo assoluto. L’appoggio di parenti e amici non è da scoraggiare. Anzi, è sicuramente importante, ma spesso non può essere sufficiente, essendo necessarie anche una serie di sedute da uno specialista.
Se invece vedessimo un’alternativa valida in un libro di psicologia, potremmo essere abbastanza fuori strada. Lo psicologo infatti non fa altro che applicare le proprie conoscenze teoriche al caso concreto, e non in maniera generica. Leggere solo un testo di questo tipo non porterà alla risoluzione del problema.

Per problemi di depressione a volte si può provare un’antidepressivo naturale acquistabile on line on in alcune farmacia come la Farmacia Mamone di Torino.
Da ultimo, pensiamo ai farmaci. Imbottirsi di farmaci, per placare stati d’animo ad esempio depressivi o ansiogeni non può costituire di per sé un valido aiuto. E soprattutto sarebbe una scelta incosciente, che potrebbe anche peggiorare la criticità del malessere, non essendo stati eventualmente e preliminarmente prescritti da uno psicologo, dopo un’attenta analisi della situazione soggettiva.
Meglio dunque rivolgersi ad uno specialista senza alcun timore o pregiudizio, lasciandoci guidare in un percorso che avrà come punto di arrivo la guarigione e il miglioramento della qualità della vita.

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