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Le Ablazioni Cardiache sono una tecnica operatoria specifica per alcuni disturbi del cuore, motore del sistema cardiocircolatorio.

Come una pompa il cuore fa fluire il sangue dal ventricolo sinistro alle vene polmonari fino all’aorta che distribuisce il sangue, attraverso arteriole e capillari, tra i tessuti del corpo.

Il sangue deossigenato ritorna poi al cuore mediante le arterie polmonari che lo indirizzano ai polmoni per essere ossigenato. Così la pressione generata dal complesso dell’arteria e vena polmonare assicura un continuo ricircolo del sangue.

Quando il funzionamento viene alterato si possono avere diverse patologie cardiache che si differenziano per le cause e per le conseguenze che compromettono la nostra salute.

In questo articolo prenderemo in considerazione le alterazioni della frequenza cardiaca. Si tratta di una condizione patologica che colpisce una fetta sempre più grande della popolazione. Dopo aver parlato delle Extrasistole oggi cercheremo di individuare quali sono i possibili approcci terapeutici per le artimie e cosa si intende con ablazione cardiaca per tachicardia parossistica sopraventricolare.

Indice dei Contenuti
Cosa sono le ablazioni cardiache
Quando devono essere effettuate
Ablazione cardiaca rischi
La preparazione per l’intervento di ablazione
Intervento di ablazione per tachicardia
Ablazione cardiaca convalescenza

Cosa sono le ablazioni cardiache

Quando le cellule muscolari del cuore non si contraggono con la frequenza corretta possono manifestarsi aritmie cardiache. Le ablazioni cardiache, conosciute anche nel mondo della medicina come ablazione transcatetere, sono una tecnica chirurgica utilizzata per la cura di questo disturbo.

Facciamo una breve premessa. Quando il cuore si contrae con la giusta frequenza si parla di ritmo sinusale. Questo è determinato dal nodo senoatriale posizionato a livello dell’atrio destro. È costituito da particolari cellule chiamate cellule autoritmiche che determinano la frequenza della contrazione.

Il nodo seno atriale non lavora da solo ma collabora con altri centri posti tra le fibre del cuore, come il nodo atrioventricolare. In particolare, la contrazione generata dall’apice alla base del cuore permette di spingere il sangue nei ventricoli.

Quando le cellule che determinano la frequenza del battito cardiaco sono alterate si possono generare diversi problemi:

  • Modifica del ritmo sinusale. Può comportare la tachicardia, ossia un aumento della frequenza del battito cardiaco, o la bradicardia che corrisponde ad un rallentamento del ritmo cardiaco. In condizioni normali la frequenza cardiaca è di 60 battiti al minuto;
  • Alterazioni legate al nodo senoatriale. Quando diminuisce si possono avere variazioni della frequenza del battito. In questo caso si parla di fibrillazione atriale (parossistica o permanente) e ventricolare;
  • Alterazioni della propagazione dell’impulso. Possono essere presenti degli ostacoli che bloccano la normale diffusione dello stimolo contrattile lungo le fibre del cuore.

Quando devono essere effettuate

Non tutte le aritmie comportano l’intervento chirurgico. Generalmente si ricorre a questo quando:

  • gli antiaritmici inducono la comparsa di gravi effetti collaterali;
  • i farmaci antiaritmici non inducono alcun beneficio nelle diverse patologie cardiache;
  • il paziente rischia di andare incontro ad arresto cardiaco;
  • nel caso in cui vi sono determinate patologie. Tra queste la sindrome di Wolff-Parkinson-White.

Ablazione cardiaca rischi

Sebbene le ablazioni cardiache siano interventi mediamente invasivi, possono comportare alcuni importanti rischi.

  • Infezioni nel punto in cui viene inserito il catetere;
  • Alterazioni a livello delle valvole cardiache;
  • Attacco di cuore e peggioramento dell’aritmia;
  • Danno ai vasi sanguigni con restringimento delle vene;
  • Danno al sistema renale.

Occorre sottolineare che il rischio aumenta nel caso in cui il paziente soffre di diabete o di patologie legate ai reni. Per questo motivo è di fondamentale importanza effettuare dei test clinici prima di sottoporsi all’intervento.

La preparazione per l’intervento di ablazione

Prima di sottoporsi all’intervenro di ablazione al cuore il paziente deve recarsi dal medico specializzato in cardiologia per essere informato sui rischi e sulla preparazione pre operatoria.

In primo luogo deve essere studiata la storia clinica completa del paziente. Questa deve essere confrontata con i risultati clinici effettuati nei laboratori di analisi per valutare lo stato di salute del cuore. È importante conoscere se soffre di altre patologie, se porta il pacemaker, il defibrillatore impiantabile e se assume farmaci.

Una volta chiarito il quadro clinico, il paziente dovrà:

  • sospendere la terapia farmacologica per le aritmie cardiache;
  • essere a digiuno a partire da 6-8 ore prima dell’ablazione;
  • chiedere ad un parente o amico la sua disponibilità per essere accompagnato a casa dopo l’intervento.

Come sempre vi raccomandiamo di seguire attentamente le indicazioni fornite dal medico di fiducia. È importantissimo non avventurarsi in iniziative personali. La preparazione deve essere definita dallo staff medico in modo dettagliato. E al paziente l’obbligo di seguirla in modo attento.

Intervento di ablazione per tachicardia

Generalmente il paziente viene dimesso il giorno stesso dell’intervento. Salvo imprevisti, infatti, l’ablazione del cuore non richiede il ricovero ospedaliero. Nonostante venga sedato il paziente resta cosciente durante l’intervento.

Viene utilizzato un catetere che è collegato tramite un ago in cannula posizionato a livello del collo o dell’inguine (arteria giugulare o arteria femorale). Tuttavia, differentemente dai cateteri usuali, quelli utilizzati nelle ablazioni cardiache comprendono:

  • liquido di contrasto che serve al cardiologo per tracciare il percorso seguito dal catetere ed essere visualizzato su uno schermo;
  • elettroliti, i quali consentono di registrare l’attività del cuore;
  • ablatore. Costituisce lo strumento con il quale il cardiologo distrugge il tessuto aberrante, ossia quello che determina il problema. Molto spesso questo viene effettuato attraverso l’ablazione con radiofrequenza (ablazione laser).

La durata dell’intervento può oscillare dalle 2 alle 4 ore. Generalmente il paziente può avvertire una leggera sensazione di dolore o fastidio durante l’inserimento dell’ago cannula, del liquido di contrasto o durante la distruzione del tessuto aberrante.

Una tecnica alternativa di ablazione fibrillazione atriale che permette di ottenere ottimi risultati, riducendo la percentuale delle recidive è la crioablazione cardiaca. In questo caso si utilizza una sonda in grado di sfruttare l’energia fredda per favorire una cicatrizzazione più rapida.

Ablazione cardiaca convalescenza

Una volta che l’intervento si è concluso il paziente viene posto in una sala di ricovero dove viene attentamente monitorata l’elettrofisiologia cardiaca (frequenza, battito e pressione arteriosa) al fine di intervenire tempestivamente qualora vi sono delle alterazioni.

Durante questa fase è possibile che il paziente abbia dei giramenti di testa dovuti all’effetto di anestetici.

Dopo circa 6-8 ore il paziente viene dimesso dall’ospedale. Se non compaiono complicazioni, si può tornare all’attività lavorativa anche dopo pochi giorni. Tuttavia, si consiglia di riprendere le normali attività quotidiane solo dopo la cessazione della sensazione di dolore e stordimento, dovuti all’invasività dell’intervento.

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